Isole Eolie, mare da Unesco

Scritto da Luciana Francesca Rebonato. Postato in Destinazione Italia

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Sono sette, sotto l’egida dell’Unesco e da lontano sembrano coni argentei sospesi sulle acque, in un mare blu cobalto. L’arcipelago, di origine vulcanica, si innalza da una profondità di duemila metri e annovera isole nate da una successione di esplosioni vulcaniche: nel tempo il frangersi delle onde ha eroso il morbido tufo, mentre la lava più dura si è solidificata in enormi massi sulle coste.


Caverne e piccole grotte, archi naturali e pinnacoli, faraglioni e minuscole baie sabbiose caratterizzano un paesaggio ancora incontaminato mentre nei fondali una ricca vita marina rende queste isole un vero paradiso per i sub e gli amanti del mare.
Sulla terraferma, le isole sono contraddistinte da differenti colori: Vulcano è giallo-verde per le stratificazioni sulfuree presenti ed è anche nera per le spiagge di sabbia vulcanica, Lipari abbaglia per il forte contrasto tra il bianco della pomice e il nero dell’ossidiana, Stromboli è nera di giorno e di un rosso incandescente di notte per le continue eruzioni di lava, Salina è verde smagliante per i suoi boschi e Filicudi – come Alicudi – si rivela verde scuro per le piante di cappero che irrompono dalle rocce basaltiche. Panarea ha un colore ambrato, punteggiato dal bianco dei dammusi – le abitazioni con un grande terrazzo coperto di canne, tipiche di queste isole – e dal verde brillante della vite.

Le isole non sono state abitate con continuità e rappresentano un mondo incantato da scoprire a iniziare da Lipari, la più grande, con un castello – dopo l’incursione del pirata turco detto “il Barbarossa” gli spagnoli ricostruirono e fortificarono Lipari - che domina l’abitato con una cinta muraria. Si accede al castello grazie a una scalinata che conduce alla secentesca cattedrale di S. Bartolomeo nelle cui vicinanze sono visibili scavi archeologici con reperti risalenti a un periodo compreso tra il Neolitico e l’epoca romana. Per gli amanti del mare interessati anche alla sua storia – in questo caso del Mediterraneo -, è un must il Museo archeologico eoliano, fra i più completi in Europa.

   

Per un’immersione nelle acque attorno a Lipari, invece, la “top five” prevede la “Pietra del bagno” – la più facile – seguita da “La parete dei gabbiani” e “Pietra Menalda" – difficoltà media – sino a giungere alle più difficili “Punta castagna” e “Secca del bagno”.
Un mare di idee per gli amanti del mare che a Vulcano possono fare il bagno di “fango” in una spa naturale data da una grande pozza termale alimentata da innumerevoli polle dalle quali fuoriesce acqua calda e fango argilloso ad altissimo contenuto di zolfo. A Filicudi è da visitare la Grotta del bue marino, lunga 37 metri e larga 30, che prende il nome dalle foche che un tempo popolavano l’isola. A Salina i boschi rivestono i suoi due crateri e fitte macchie di ginestre e filari di viti ammantano l’isola. Le coste alte e scoscese fanno da sfondo a spiagge scenografiche, come quella di Pollara, dove sono state girate quasi tutte le scene de “Il postino”.
Nella suggestiva luce del tramonto nulla di meglio che un’escursione a bordo di imbarcazioni che circumnavigano le isole per ammirarne la prorompente, emozionante bellezza.


Luciana Francesca Rebonato
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