Mar Rosso, Egitto a colori

Scritto da Luciana Francesca Rebonato. Postato in Destinazione Mondo

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Colonie di gorgonie, così vivacemente rosse o violacee, campeggiano nelle calde acque del Mar Rosso e c’è solo l’imbarazzo della scelta, quanto a genere, specie, particolarità e colori. Non a caso questo spicchio di mondo è un richiamo per i subacquei che amano emozioni a… “tinte forti”.

Numerose le motivazioni: l’eccezionale luminosità, la temperatura dell’acqua che non scende mai sotto i 20 gradi centigradi – sotto tale soglia i polpi delle madrepore non potrebbero sopravvivere - e l’alto tasso di evaporazione - con una salinità che arriva al 40-45 per mille - determinano le eccezionali caratteristiche di sviluppo della famosissima barriera corallina del Mar Rosso. L’origine del nome, peraltro, è ascrivibile all’alga Trichodesmium erythraeum, che in alcuni periodi dell’anno, con particolari condizioni ambientali, promuove il colore rossastro. Più suggestivo, invece, pensare che il nome derivi dagli intensi colore del mare durante gli infuocati tramonti africani.

Lungo la costa continentale egiziana la destinazione più famosa è Hurghada: attorno agli innumerevoli reef e alle numerose fra isole e isolette i fondali sono fra i più colorati di tutto l’alto Mar Rosso. Non sono protetti come quelli di Sharm El Sheikh ma, a dispetto di questo, mantengono un’incredibile varietà di coralli e specie marine.
Al largo della costa, verso il mare aperto, spesso lo zoccolo continentale sprofonda vertiginosamente con pareti madreporiche e “cadute” di decine di metri. In queste acque gli incontri con aquile di mare, delfini, mante, tonni e anche squali sono all’ordine del giorno mentre sul grande reef di Shaab Abu Nuhas vi sono – circa una decina – relitti di navi che si sono deposte sul fondo del mare in epoche differenti.
Umm Gamar è un’altra interessante immersione con grotte e vasti anfratti abitati da grandi pesci corallini. Abu Alama, invece, è famosa per la quantità incredibile di anemoni e di pesci pagliaccio.

Sulla costa orientale della penisola del Sinai campeggia l’internazionale Sharm El-Sheikh, originariamente piccolo porto di pescatori attorno alla baia di Sharm El Moya. E’ un tratto di costa, questo, che si srotola al sole per una sessantina di chilometri, con una quarantina di punti di immersione segnalati da apposite boe, perfette per l’ormeggio delle imbarcazioni. Imperdibile è Ras Nasrani - una delle più rinominate spiagge di Sharm El-Sheik -, la cui traduzione dall’arabo è “Punta del cristiano”. Il Capo di Ras Mohammed, estremo vertice meridionale del Sinai, è uno dei luoghi più conosciuti di tutto il Mar Rosso: grazie alla sua posizione e alla profondità di oltre 800 metri consente qualsiasi tipologia di “incontro pelagico” inclusi barracuda, grossi banchi di carangidi e grandiose gorgonie spazzate dalla corrente impetuosa. I reef di Tiran, Gordon, Woodhouse e Jackson Reef rappresentano altre mete obbligate: ricchissime di vita, sono dedicate ai sub esperti in quanto si viene letteralmente trasportati dalla corrente, pertanto l’immersione deve essere ben programmata!
   

Luciana Francesca Rebonato
Web Content Manager
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