Tahiti, il mare del “vento”

Scritto da Luciana Francesca Rebonato. Postato in Destinazione Mondo

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Sventola la bandiera francese, a Tahiti, anemone di mare che emerge dalle acque nelle Isole del Vento. Siamo in Polinesia Francese, nell’Arcipelago delle Isole della Società, un sogno ad occhi aperti da assaporare in un viaggio sensoriale che dal profumo del mare giunge a quello di Tiaré, il bianco fiore tropicale dalla fragranza inebriante, simbolo di Tahiti, l'isola principale dell’arcipelago, la più estesa e più popolata dell’intera Polinesia Francese.


Tahiti concentra sul suo territorio a forma di “otto” tutte le meraviglie delle isole ed è formata da due aree a forma di cerchio collegate da uno stretto istmo: Tahiti Nui - grande Tahiti - a ovest e Tahiti Iti - piccola Tahiti - a est, chiamata anche presquîle, penisola. La maggior parte dell’isola è circondata da una stretta laguna delimitata dalla barriera corallina mentre la stretta fascia costiera di Tahiti Nui è punteggiata da baie di rara bellezza: Mahina, Punaauia, Maiatea e Taravao.
Taravao, in particolare, regala il nome anche all’altopiano che la sovrasta, dal quale catturare con lo sguardo uno dei panorami più belli della Polinesia Francese, quello di Tahiti Nui, di Tahiti Iti e dell’Oceano che le lambisce, le attornia, le elegge a monili del mare. Se ci si sposta a nord-ovest lungo la costa che arriva a Punaauia, invece, vale la pena fare un salto nella zona di Papara, sede di famosi campionati di surf.

La terraferma della penisola di Tahiti Iti, invece, va scoperta anche camminando, visto che questo punto di Tahiti non palesa strade: bella e selvaggia, conserva ancora il fascino acerbo delle mete incontaminate. Gli appassionati di surf non possono mancare una visita a Tehaupoo, celeberrima area dove annualmente è in calendario l’omonimo torneo internazionale di surf. Gli amanti del mare più avventurosi possono immergersi alla scoperta della flora e della fauna dei fondali polinesiani: squali, delfini, mante e una miriade di coloratissimi pesci, oltre milleduecento specie marine tutte da scoprire. Da non perdere sono le emozioni “a tutto diving”, con l’ausilio di una pluralità di centri diving che organizzano immersioni per tutti i livelli mentre i neofiti di questo sport possono provare il “battesimo del mare”, un’immersione guidata generalmente a sei-sette metri di profondità per la quale non è necessario il brevetto.
Dai tesori degli abissi ai monili dell’isola il passo è breve e conduce, per esempio, a una traversata in fuoristrada di Tahiti Nui, un itinerario di circa quaranta chilometri da Papenoo a Maiatea che costeggia il lago Vaihiria fra torrenti, panorami montani e misteriosi siti archeologici.


Per gli appassionati di eventi, infine, si segnala che a Tahiti si svolgono diversi appuntamenti culturali e sportivi nel corso dell’anno: l’Heiva Festival, per esempio, la più importante manifestazione culturale dell’intera Polinesia Francese, che ogni anno a luglio mette in scena l’arte, la cultura, la musica e le tradizioni locali. Un’opportunità per cambiare scenario e passare dal blu del mare ai colori di Papeete, la capitale, ricca di musei e di artigianato, da scoprire curiosando, soprattutto al mercato, colorato e brioso, tappa obbligata per conoscere i numerosi fiori e frutti tropicali polinesiani, i manufatti artigianali delle isole e i celebri oli – squisitamente cosmetici - come il monoi o il tamanù, ancestrali – dicono - segreti di avvenenza delle donne polinesiane.



Luciana Francesca Rebonato
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