Rotta su Panama

Scritto da Luciana Francesca Rebonato. Postato in Destinazione Mondo

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E’ lungo e sinuoso, l’istmo di Panama, ed è attraversato dal celeberrimo canale che rappresenta una delle più significative vie d’acqua del pianeta: con i suoi ottanta chilometri di lunghezza, da Panama City sul Pacifico alla città di Colón sulla costa atlantica, permette il passaggio di oltre 12.000 navi l’anno. Nel punto più stretto, dove l’istmo si restringe al massimo, Panama misura soltanto cinquanta chilometri di larghezza ma è lo sviluppo delle sue coste a essere straordinario: circa 1.160 chilometri affacciati sul Mar dei Caraibi e 1.690 chilometri sull’Oceano Pacifico.


Nelle vicinanze delle coste panamensi affiorano dalle acque centinaia di isole, c’è solo l’imbarazzo della scelta, a iniziare dall’arcipelago di San Blas, una riserva naturale marina con 365 isole che si allungano per oltre duecento chilometri lungo la costa caraibica del Panama. Tutte le isole sono patria degli indios Kuna, una popolazione che mantiene costumi, leggende, musiche, danze e un proprio sistema economico ben distinti da quelli del Paese.
Intrigante e selvaggio è l’arcipelago di Bocas del Toro nel mar dei Caraibi, protetto dal Parque Nacional Bastimentos, con fondali da cartolina, ideali per immersioni, diving, snorkelling e nuoto. Sulle spiagge, invece, è facile incappare nelle uova delle tartarughe marine.
Magnifica è anche la remota Isla Grande, al largo della costa caraibica, vicino a Portobelo. Qui si dovrebbe fare uso di tutti i più esotici cliché sui Caraibi. Piccola, solo cinque chilometri per uno e mezzo, è abitata da trecento persone che vivono di pesca e dell’utilizzo della noce di cocco. Un’icona di Panama? Probabilmente l’Isla Taboga, ricca di storia e situata a venti chilometri a sud di Panama City. Conosciuta come l’isola dei fiori perché in certi periodi è letteralmente inondata dalla fragranza dei boccioli, vanta una spiaggia onirica e tratti di foresta pluviale. Non solo. L’Isla Taboga offre asilo a una delle più numerose colonie di pellicani marrone dell’America Latina e non è meno fertile nella storia: sul suo suolo, infatti, sorge una chiesetta che si dice sia la seconda, per antichità, dell’intero emisfero occidentale.

Sul versante del Pacifico spicca invece l’arcipelago di Las Perlas, più di duecento isole e banchi corallini situati proprio davanti a Panama City, raggiungibili in un quarto d’ora di volo o in due ore di barca. Per vivere un’esperienza esclusiva a diretto contatto con la natura è possibile noleggiare un “panga”, un’imbarcazione tipica locale, e lasciarsi cullare dalle calme acque turchesi che insieme a foreste lussureggianti e a spiagge bianche orlate da palme da cocco talvolta fanno pensare più ai Caraibi che al Pacifico.

Stupisce, Panama, sfugge ai cliché e si stende in un mosaico composito nel quale ogni tessera è preziosamente necessaria per giungere al disegno finale. Epicentro del Paese è Panama City, che non è solo un punto di arrivo e di partenza, è anche una capitale moderna che conserva, nella parte antica, un’area di grande architettura coloniale. Meritano una visita le rovine di Panama Viejo risalenti al XVI secolo, seguite dai Summit Botanical Gardens, dalla foresta pluviale tropicale del Parque Nacional Sobrerania e dai 256 ettari del Parque Nacional Metropolitana.
Panama è il paese dei contrasti: allo skyline ultramoderno di Panama City si contrappongono scenari tropicali tratteggiati da foreste pluviali, montagne, vallate e spiagge paradisiache. Vero e proprio eden ecoturistico, Panama è la destinazione ideale per scoprire le mille sfaccettature di una natura selvaggia e inaspettata e le infinite sfumature di colore del mare.


Luciana Francesca Rebonato
Web Content Manager
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